Sono state eseguite oggi le prime autopsie sui cinque sub italiani morti alle Maldive. Nessuna indiscrezione trapela sulla possibile causa, i consulenti tecnici devono infatti attendere l’esito degli esami istologici e tossicologici prima di potersi esprimere.

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Sono durate per tutto il pomeriggio all’ospedale di Gallarate le prime autopsie sui corpi dei cinque sub italiani morti durante un’immersione nelle grotte di Hekunu Kandu, nell’atollo di Vaavu alle Maldive. Gli esami autoptici hanno riguardato Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri.

Dai primi accertamenti, però, non sarebbero emersi elementi evidenti in grado di chiarire immediatamente le cause del decesso. “Le prime due autopsie sono terminate e non è emerso alcun rilievo particolare sulle salme. Sono stati fatti molti prelievi per gli esami istologici e tossicologici. Solo questi esami potranno dire qualcosa”, ha spiegato all’ANSA l’avvocato Antonello Riccio, che insieme al collega Gianluigi Dell’Acqua assiste la famiglia Gualtieri. Per depositare la relazione peritale, i consulenti nominati dalla Procura hanno chiesto e ottenuto novanta giorni di tempo. Un arco temporale ritenuto necessario per completare gli approfondimenti tossicologici e medico-legali su un caso particolarmente complesso. “Penso che le salme potranno essere restituite ai familiari già nei prossimi giorni e che si possa pensare ai funerali entro il fine settimana. Attendiamo il nulla osta della Procura”, ha aggiunto il legale.