Bakari Sako è morto in pochi minuti: l'emorragia provocata dalla coltellata che ha reciso l'aorta al 35enne ucciso la mattina del 9 maggio scorso non ha dato scampo. I soccorsi, probabilmente, non sarebbero bastati a salvarlo. Sono gli ultimi dettagli emersi dall'autopsia effettuata nei giorni scorsi dal medico legale Roberto Vaglio e a cui hanno preso parte anche i consulenti nominati dai difensori degli indagati finiti nell'inchiesta. Stando a quanto appreso da fonti sanitarie, infatti, il mezzo di soccorso si trovava nei pressi di piazza Fontana per soccorrere un'altra persona: il video diffuso nelle scorse ore, mostra il mezzo fermarsi dinanzi alla babygang che aveva appena trascinato fuori dal bar il 35enne, ma in quel momento l'ambulanza aveva già un paziente a bordo. Non solo. I frame di quei secondi mostrano anche uno degli indagati che gesticola rivolgendosi all'autista del veicolo che riprende la corsa: saranno le indagini a stabilire se sia stato proprio uno dei giovanissimi a dire al conducente di andar via. Sul punto, però, sembrano offrire uno spunto le parole utilizzate dalla donna che ha chiamato di lì a poco i soccorsi sostenendo che c'era un uomo ubriaco. Non una persona ferita dalle coltellate e vittima di un'aggressione, ma qualcuno in preda ai fumi dell'alcool.
Omicidio Bakari Sako, in quell'ambulanza c'era un altro paziente. La chiamata al 118: «C’è un uomo ubriaco»
Il 35enne è morto in pochi minuti: l'emorragia provocata dalla coltellata non ha dato scampo. I soccorsi, probabilmente, non sarebbero bastati a salvarlo: gli ultimi dettagli emersi dall'autopsia








