Nell’inchiesta sull’omicidio di Bakari Sako, aggredito e accoltellato da un gruppo di giovani a Taranto sabato 9 maggio, entra un video che mostra un’ambulanza vicino al luogo del pestaggio prima della chiamata al 118. Gli investigatori vogliono chiarire cosa sia accaduto e perché il mezzo non si sia fermato per soccorrere il 35enne.
Bakari Sako, 35 anni.
Stanno andando avanti le indagini per l‘omicidio di Bakari Sako, il 35enne originario del Mali aggredito e accoltellato da un gruppo di giovani a Taranto all'alba di sabato 9 maggio.
Negli atti dell'inchiesta è stato inserito un filmato del sistema di videosorveglianza di piazza Fontana che documenta il passaggio, con una breve sosta, di un'ambulanza alle 5.26 negli istanti in cui era in corso o si era appena concluso il pestaggio della vittima. Il video è stato prodotto dai difensori, che davanti al Tribunale del Riesame sono intenzionati a chiedere la revoca delle misure cautelari o provvedimenti meno afflittivi. La richiesta di soccorso al 118, stando a quanto ricostruito, è partita alle 5.34 dal cellulare di una donna e l'ambulanza è arrivata sul posto alle 5.39.
A poche settimane dall'omicidio, sul filmato al vaglio degli inquirenti andranno chiariti diversi aspetti. Se il mezzo appartenga al servizio 118, se la sua presenza in piazza Fontana fosse casuale o in risposta a una chiamata legata all'aggressione, e, se così fosse, per quale motivo sia andato via. Il 118, al momento, non risulta a conoscenza della presenza di un proprio mezzo in quella piazza, a quell'ora. Inoltre, uno dei quesiti affidati al medico legale Roberto Vaglio, a cui è stato affidato l'incarico dell'autopsia, svolta nei giorni scorsi, vi è anche quello relativo alla possibilità che Sako potesse salvarsi con un intervento tempestivo. Da stabilire anche se qualcuno avesse tentato di richiamare l'attenzione dei soccorritori già durante il passaggio del mezzo.









