Sono le 5,26 del 9 maggio scorso. Un’ambulanza si affaccia dalle parti di piazza Fontana, a Taranto, negli istanti in cui era in corso o si era appena conclusa l'aggressione costata la vita a Bakari Sako, il 35enne originario del Mali ucciso da un gruppo di giovani. Giusto un transito, breve, cui però non ha fatto seguito nessun soccorso. Il mezzo che ha preso in carico il migrante sarebbe invece arrivato 13 minuti dopo, alle 5,39. Decisiva la chiamata al 118 partita dal cellulare di una donna, alle 5,34.
Taranto, il branco aggredisce Bakari Sako: accerchiato, picchiato e insultato prima dell'omicidio
È un particolare inquietante quello che emerge da un filmato del sistema di videosorveglianza di piazza Fontana. Le immagini mostrano il muso dell'ambulanza che spunta nell'inquadratura e poi, dopo pochi secondi, scompare. Nessuna sosta, nessun soccorso.
A due settimane dall'omicidio, quel video prodotto dalla difesa degli indagati e ora al vaglio degli inquirenti, è diventato un nuovo elemento di valutazione per gli inquirenti della Procura e della squadra mobile. Gli aspetti da chiarire sono diversi: se il mezzo appartenga al servizio 118, se la sua presenza in piazza Fontana fosse casuale o in risposta a una chiamata legata all'aggressione, e — in quest'ultimo caso — per quale motivo sia andato via. Il 118, al momento, non risulta a conoscenza della presenza di un proprio mezzo in quella piazza, a quell'ora.







