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Gli appalti del suo Comune il sindaco di Falcone, l’ingegnere Carmelo Paratore, secondo i giudici non li aveva “truccati”. Tanto è vero che il collegio penale del tribunale di Patti presieduto dal giudice Mario Samperi ieri lo ha assolto dall’accusa di essere il regista occulto delle progettazioni finanziate dalla Regione per il suo paese, accusa che gli era piovuta addosso dopo la conclusione dell’indagine “Movie Direction” nel maggio del 2021, che portò alla sospensione dalla carica. Dopo quella stagione Paratore adesso è di nuovo in sella a reggere il Comune.
L’assoluzione dall’accusa di turbativa d’asta e dagli altri reati contestati decisa dai giudici è netta, adottata dopo una breve camera di consiglio, ovvero con la formula “perché il fatto non sussiste”. E riguarda anche le altre tre persone che erano rimaste coinvolte all’epoca nell’inchiesta della Procura di Patti, ovvero la funzionaria comunale ed ex responsabile dell’Area economico-finanziaria del Comune, Marisa Minghetti, il progettista dei lavori, il taorminese Massimo Brocato, titolare della società “Artec Associati srl” che si aggiudicò la gara per il ripascimento del litorale di Falcone, e infine il geologo, originario di S. Salvatore di Fitalia, Calogero M. Salvatore Scurria, anche lui aggiudicatario di una delle tre gare che l’accusa presumeva “truccate”.







