La Bellinzona-Carì è la tappa ticinese del Giro d’Italia 2026, breve ma molto… verticale, anche dal punto di vista gastronomico. I ciclisti partiranno dai castelli di Bellinzona e affronteranno una serie di dure salite immerse nel verde del Canton Ticino, per poi arrivare ad alta quota fino a Carì. Chi farà il tour dei sapori dovrà aspettarsi gusti all’altezza della fatica di chi pedala, tra prodotti del territorio e cucina di montagna.
In collaborazione con Formaggi dalla SvizzeraFormaggi svizzeri, un tagliere di storia e sapori
Qui ci sono le alture dove pascolano mucche e capre e dove nasce il Formaggio d’alpe ticinese, prodotto in alpeggio durante la stagione estiva, con pasta semidura e sapore che cambia in verticale secondo pascolo, altitudine e stagionatura. Ed è anche ingrediente della cucina fatta di polente e fondute. La mortadella di fegato è un salume storico del Ticino, preparata con carne di maiale e fegato, aromatizzata con spezie e vino. Si consuma sia cruda, stagionata, sia cotta, spesso accompagnata dalla classica polenta. E a proposito di polenta, quella ticinese è un piatto contadino centrale nella cultura gastronomica locale, storicamente cotta a lungo nel paiolo sul camino. Poco diffusa ma da provare quella con il mais rosso ticinese, antica varietà locale recentemente recuperata. Altro ingrediente che caratterizza la cucina della zona sono le castagne, usate per dolci, zuppe o nel pane. In Valle di Blenio, a Torre-Dangio, resta anche una tradizione dolciaria importante legata a Cima Norma, storica fabbrica di cioccolato nata nel 1903, complesso oggi al centro di un progetto culturale e che si può visitare in attesa che passi il gruppo in volata.











