Dalla tv alle urne: Lovati e Casalino Due candidati molto noti hanno dovuto capire sulla propria pelle che tanta notorietà non sempre si converte in voti. Massimo Lovati, l'avvocato di Andrea Sempio diventato molto presente sui media durante il caso di Garlasco, si è presentato come candidato sindaco a Vigevano con Democrazia Sovrana Popolare: ha preso lo 0,98% dei voti, meno di uno su cento. Diverso il bilancio per Rocco Casalino, ex portavoce del governo Conte, in corsa come consigliere a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi. Fa il pieno di preferenze, ben 246, ma non bastano a essere eletto. Il centrodestra ha vinto il comune come fa da sedici anni, e Casalino rivendicaquindi almeno un risultato storico: per la prima volta in assoluto una lista del Movimento 5 Stelle si è presentata alle elezioni comunali di Ceglie Messapica, risultando, secondo i dati parziali, la più votata tra le forze del campo progressista. Il voto nel paese con soli 44 elettori Pedesina, alle pendici delle Orobie occidentali in Val Gerola, è uno dei comuni meno abitati d'Italia, con appena 44 elettori. Eppure al voto di domenica e lunedì si sono presentate tre liste, con ventiquattro candidati consiglieri in totale. Non c'è stato un solo comizio, né manifesti per le strade. I tre candidati sindaco erano figure locali: Valentino Maxenti, già sindaco per due mandati dal 2009 al 2019; Giorgio Tarabini, figlio di Teodoro che ha retto il paese per trent'anni; e Mirko Gusmeroli, imprenditore edile alla prima esperienza politica, candidatosi dopo essersi accorto, durante i lavori di sgombero neve, che nessuno rispondeva quando c'era un problema. A spuntarla, con il 54,55% dei voti, è stato proprio Maxenti: un ritorno al municipio per il vecchio primo cittadino, che torna a guidare Pedesina dopo un'interruzione di sei anni.