Roma, 26 maggio 2026 – Nuovi attacchi degli Usa in Iran. I raid, definiti "di autodifesa", sono stati condotti nel sud contro siti di lancio missilistici e imbarcazioni iraniane che stavano – a dire degli americani – cercando di posare mine. A riferirlo è il Comando centrale degli Stati uniti (USCentCom), spiegando che le operazioni sono state effettuate "per proteggere le nostre truppe dalle minacce poste dalle forze iraniane".
Gli attacchi sono avvenuti mentre negoziatori di Teheran erano in Qatar per colloqui sulla fine della guerra e rischiano di complicare un possibile accordo che il presidente Donald Trump ha indicato come via per riaprire lo Stretto di Hormuz e attenuare la più grave interruzione energetica degli ultimi decenni.
Il portavoce del USCentCom, il capitano Tim Hawkins, ha dichiarato che le forze armate statunitensi "continuano a difendere le proprie truppe, pur mantenendo la moderazione durante il cessate il fuoco in corso" tra i due Paesi. Teheran non ha ancora risposto all'attacco statunitense, sebbene il portavoce del ministero degli Esteri, Esmail Baqai, avesse precedentemente affermato che, sebbene fossero stati compiuti alcuni progressi nei colloqui, un accordo "non è imminente".










