Al Rendano di Cosenza, lunghi applausi e standing ovation per la prima nazionale di “Fortunata di Dio”: a teatro, va in scena l’umanità di “mamma Natuzza”.
COSENZA – Al Teatro Rendano di Cosenza non è andata in scena semplicemente una prima nazionale, ma un abbraccio collettivo, un sussulto profondo, un ritorno atteso. Il ritorno di “mamma Natuzza”, la mistica di Paravati amata e conosciuta in tutto il mondo. “Fortunata di Dio”, l’opera scritta da Ruggero Pegna e Andrea Ortis, rispettivamente anche produttore e regista, con le musiche originali del maestro Francesco Perri, ha travolto il pubblico in un flusso continuo di emozioni, tra lunghi applausi e standing ovation. Il cuore pulsante dell’opera è una sola parola: “mamma”. Attorno a questo termine lo spettacolo si stringe e si apre. La narrazione si fa carne. La fede diventa umano tremore. Non era semplice raccontare Natuzza. Troppo amata dal popolo per essere ridotta a personaggio teatrale, troppo complessa per essere rinchiusa nelle categorie rassicuranti della cronaca religiosa. Eppure, l’opera compie un gesto netto: sottrarla al folklore e restituirla alla sua dimensione più autentica.
Lo spettacolo è nato dalla profonda gratitudine di Ruggero Pegna nei confronti di Fortunata Evolo (per tutti, “mamma Natuzza”), alla quale attribuisce, attraverso le sue preghiere e predizioni, la guarigione dalla leucemia. Con grande commozione, il promoter calabrese ha ringraziato il pubblico affermando: «È stato tutto semplicemente straordinario! Diceva di non fare miracoli, perché quelli li fa il Signore, ma questa volta li hanno fatti insieme…». L’opera musicale ha ricevuto il patrocinio e la collaborazione della Fondazione Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime, fondata dalla mistica di Paravati, che ha inoltre concesso l’utilizzo di fotografie provenienti dal proprio archivio storico.










