Oltre un produttore di vino italiano su tre ha scelto di ridurre i prezzi negli Stati Uniti per restare competitivo dopo l’introduzione dei dazi.
Tuttavia nel 2025 il volume delle vendite sul mercato americano è sceso comunque del 6,3%, incidendo sul dato generale delle esportazioni (-3,4%). È questo l’impatto delle tariffe stimato nell’ultimo report di Area Studi Mediobanca sul settore vinicolo, che analizza la performance di 255 produttori di vino e spumante italiani tra il 2020 e il 2025.
Il peso dei dazi Le bottiglie italiane negli Stati Uniti rappresentano un terzo del vino importato, pur con un calo del 3% nel 2025.
Di fronte alle tariffe, che secondo Federvini sono costate 180 milioni di euro ai produttori italiani tra aprile 2025 e aprile 2026, le aziende hanno adottato diverse strategie.
Il 36,1% delle imprese ha scelto di ridurre i prezzi nel tentativo di preservare i volumi sul primo mercato di sbocco all’estero, accettando quindi una compressione dei margini.






