EMPOLESE VALDELSAOltre 18mila case sfitte e 7mila famiglie in difficoltà: sono i numeri a raccontare l’ardua sfida dell’abitare nell’Empolese Valdelsa e nel Valdarno Inferiore. Un terzo delle abitazioni presenti sul territorio resta vuoto mentre migliaia di famiglie fanno fatica a trovare una casa in affitto. È da questa fotografia paradossale che prende il via la strategia di Casae, Agenzia sociale per la casa accreditata dalla Regione Toscana, che insieme alla Società della Salute e ai Comuni del territorio punta a costruire una risposta strutturale al disagio abitativo. La crisi non riguarda più soltanto le grandi città. Anche centri come Certaldo, Fucecchio e Castelfiorentino risentono ormai della pressione del mercato immobiliare; piccoli ma con un importante patrimonio di alloggi sfitti. A Empoli, spiegano da Casae, il costo medio degli affitti ha raggiunto i 13euro al metro quadro: tradotto, un appartamento di 100 metri quadrati può arrivare a costare 1300 euro al mese, escluse le utenze. "Il tema dell’abitare è gigantesco – sottolinea il presidente Marco Peruzzi (nella foto) –. Esiste un’impossibilità reale di trovare case in locazione. Nelle grandi città, Firenze compresa, il fenomeno degli affitti turistici ha espulso un’ampia fetta di persone dal mercato. E anche territori vicini come Empoli e Montelupo risentono della domanda crescente, con canoni che continuano a salire". In Toscana, nell’ultimo anno, gli affitti sono aumentati del 7%, mentre i redditi no. Il tema è tornato al centro del dibattito dopo il Decreto Legge sul Piano Casa pubblicato dal Governo il 7 maggio scorso. Un primo passo rispetto alla portata del problema. Sono previsti quasi un miliardo di euro in cinque anni per ristrutturare 60mila alloggi Erp oggi inutilizzati. Ma il quadro toscano è ben più complesso con 4700 alloggi popolari sfitti che necessiterebbero di interventi di riqualificazione prima di poter essere rimessi sul mercato. "I gestori – spiega Peruzzi – non riescono a sostenere economicamente i lavori necessari dopo decenni di utilizzo degli appartamenti". Sul nostro territorio, come detto, sono 7mila le famiglie che vivono in una situazione di fragilità abitativa su un bacino complessivo di circa 240mila abitanti per 15 Comuni. "Il nostro sportello ha censito oltre 450 nuclei negli ultimi 3 anni, che pur avendo un reddito sono respinti dal mercato delle locazioni". Ecco una strategia che punta a un vero "piano territoriale per l’abitare". L’obiettivo? Dare risposta entro il 2030 a 450 famiglie attraverso il reperimento di alloggi sul libero mercato. Finora l’agenzia è riuscita a recuperare circa 80 appartamenti, ma il fabbisogno resta molto più ampio. Sarà attivato anche un fondo di garanzia territoriale, pensato per rassicurare i proprietari che decidono di affittare attraverso l’agenzia sociale. Il fondo coprirà eventuali mensilità non pagate e potrà sostenere anche gli inquilini che attraversano momenti temporanei di difficoltà economica.