La guerra di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e la crisi nello stretto di Hormuz hanno creato il caos nel settore del trasporto merci e della logistica negli ultimi mesi. Si sono scritte pagine e pagine sull’argomento, ma il blocco dello stretto e la crisi nel mar Rosso, che dal 2023 esplode a fasi alterne, hanno richiamato l’attenzione anche sulle infrastrutture digitali, sia per i rischi a cui sono esposte oggi le rotte dei cavi in fibra ottica sia per gli attacchi contro i centri di elaborazione dati nel golfo Persico.

Lo stretto di Hormuz e il mar Rosso in particolare sono importanti “colli di bottiglia” del sistema mondiale dei cavi internet, che collegano l’Asia all’Europa, ai paesi arabi e all’Africa orientale. Più del 95 per cento del traffico internet globale scorre sui cavi in fibra ottica. Sulla rotta che porta al golfo Persico attraverso l’Egitto e il mar Rosso passa circa il 30 per cento del traffico globale. Finora nessun cavo è stato danneggiato nello stretto, ma l’Iran ha minacciato di interferire con la rete sottomarina.

In effetti l’infrastruttura potrebbe essere davvero presa di mira e una mossa di questo tipo colpirebbe tanto gli alleati quanto i nemici di Teheran, anche se, con il blackout di internet imposto dall’inizio del conflitto, proprio l’Iran ne risentirebbe meno degli altri.