SEDICO (BELLUNO) - Aveva costruito attorno a un anziano facoltoso una presunta relazione sentimentale, arrivando secondo l’accusa a convincerlo a spostare denaro, pagarle le tasse universitarie e perfino a inserirla come unica erede di un patrimonio da oltre un milione di euro. La sentenza Dopo anni di indagini per i fatti risalenti tra il 2018 e il 2019 e udienze che sono andate avanti fino a ieri mattina, lunedì 25 maggio si è chiusa la storia e in tribunale a Belluno è arrivata la sentenza per Carla Toigo, 50enne residente a Belluno, condannata a 1 anno e 4 mesi di reclusione, 200 euro di multa, con sospensione condizionale della pena e non menzione. Il giudice Federico Montalto ha riconosciuto la responsabilità della donna per uno dei capi di imputazione legati alla circonvenzione di incapace, assolvendo invece l’imputata dagli altri due episodi contestati nel procedimento nato ormai diversi anni fa e che aveva suscitato grande clamore in Valbelluna. La donna dovrà inoltre risarcire la parte civile con 7.600 euro oltre agli interessi, pagare 3.592 euro di spese legali.

La vicenda Tutta la storia è ruotata per anni attorno a un anziano di Sedico, nel frattempo deceduto, che all’epoca dei fatti aveva 78 anni. Secondo la ricostruzione accusatoria sostenuta dal pubblico ministero, tra il 2018 e il 2019 la donna avrebbe approfittato della fragilità psicologica dell’uomo anziano, caratterizzato in particolare da un iniziale decadimento cognitivo e da una situazione di forte isolamento personale. Proprio quella vulnerabilità, secondo l’accusa, avrebbe consentito all’imputata di instaurare un rapporto continuativo basato sulla presunta promessa di una relazione affettiva e perfino di un possibile matrimonio. Le operazioni Nel corso delle indagini gli inquirenti avevano ricostruito una lunga serie di operazioni economiche considerate sospette. Tra queste anche il pagamento di circa 7.600 euro per le tasse universitarie della donna, ma soprattutto la redazione di un testamento olografo (in tre copie originali) in cui lei veniva nominata come l’unica erede dell'intero patrimonio stimato in oltre 1 milione di euro: all’interno del testamento ci sarebbero investimenti mobiliari per circa 400mila euro, oltre a due immobili e a 21 terreni agricoli del valore complessivo di più di 600mila euro. Secondo la Procura, inoltre, la donna avrebbe convinto l’anziano a spostare somme consistenti da diversi istituti bancari verso un conto aperto alla Prealpi San Biagio di Belluno, banca presso la quale anche l’imputata risultava titolare di un conto corrente. Una delle contestazioni riguardava anche il tentativo di disinvestire oltre 260mila euro tra fondi, titoli e polizze assicurative attraverso richieste inviate all’Unicredit di Sedico. Operazione che però non si concretizzò grazie ai sospetti dei funzionari della banca, che decisero di prendere tempo e avvisare i carabinieri. Durante il processo la difesa, rappresentata dall’avvocato Carmen Maraviglia dello studio Paniz, aveva invece sostenuto come l’uomo fosse pienamente consapevole delle proprie azioni e delle proprie decisioni patrimoniali, contestando in particolare l’effettiva incapacità della parte offesa. Un’impostazione che ha portato il tribunale a ridimensionare il quadro accusatorio iniziale, arrivando all’assoluzione per due dei tre capi contestati e alla condanna limitata a uno solo degli episodi finiti al centro dell’inchiesta. Il giudice Federico Montalto ha novanta giorni di tempo per il deposito delle motivazioni.