Cicagna – Si era fatta indicare come beneficiaria di una polizza da 40 mila euro e del testamento di Nildo Coli, 95 anni, residente ad Orero, ex carabiniere ed ex operaio Fiat, e stava per sposarlo, fatto che la avrebbe resa sua erede in assoluto e beneficiaria della pensione di reversibilità. Il matrimonio era stato bloccato quando della situazione si erano resi conto i carabinieri della stazione di Cicagna, coordinati dal maresciallo Alessandro Latino, che avevano indagato sulla situazione, ipotizzando per la donna la circonvenzione di incapace. Nel frattempo, l’anziano è morto, lasciando una sorella e tre nipoti. Lei, invece, Maria Carla Sambuceti, è stata condannata a 5 anni di reclusione. Il giudice del Tribunale di Genova ha accolto, sostanzialmente, la ricostruzione dell’accusa e delle parti civili, rappresentate dagli avvocati Angelo Paone e Alberto Grondona, a valle dell’indagine dei carabinieri. Non si era trattato di un autentico sentimento reciproco, come da tesi della difesa, ma di un tentativo di circuire una persona in età molto avanzata. La condanna supera anche la richiesta del pubblico ministero, Sabrina Monteverde, che era stata di 4 anni e 6 mesi, e presenta pene accessorie: un anno di interdizione dai pubblici uffici, 2.000 euro di multa, provvisionali da versare ai parenti: non clamorose, queste ultime, perché si parla di 1.500 e 2.000 euro, in quanto da risarcire c’erano, ormai, soltanto i danni morali. In sede civile, già era stata dichiarata la nullità delle polizze e del testamento e il sequestro della consistente somma che, dal conto dell’anziano, era stata dirottata con un bonifico su un conto in una banca di Sestri Levante. Quanto al matrimonio, Coli, che non aveva perso la sua lucidità, lo aveva annullato il giorno prima che venisse celebrato. Si tratta di un condanna in primo grado e quindi Sambuceti può ancora ricorrere in Appello con il proprio legale, cosa che è molto probabile: la condanna superiore ai 4 anni, infatti, non consente nemmeno di richiedere la sospensione della pena. Per Sambuceti 78 anni, è la seconda condanna per vicende simili: nel 2004 era stata riconosciuta responsabile dell’avvelenamento ad un’anziana, ex maestra, allora già da tempo in pensione: in primo grado, le erano stati dati 16 anni per tentato omicidio, ma in secondo l’accusa era stata derubricata in lesioni aggravate, quindi con sentenza definitiva di 10 anni. L’indagine di allora indicava che avesse somministrato all’anziana un ansiolitico in dosi massicce: lo stesso farmaco individuato anche nel sangue di Coli, che in effetti poteva avere l’effetto di condizionarne la lucidità.
Anziano circuito in Fontanabuona, donna condannata a cinque anni
Condannata in primo grado Maria Carla Sambuceti
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