Siamo al rettilineo finale per l’entrata in vigore di importanti novità sulla previdenza complementare, introdotte con la manovra per il 2026 e giunte ora alla fase che deve fare la differenza: quella dell’applicazione.

In fase di adesione, dal primo luglio i neoassunti verranno iscritti automaticamente alla previdenza complementare collettiva presente in azienda. Nei successivi sessanta giorni, saranno questi nuovi lavoratori dipendenti a dover indicare se preferiscano mantenere il Tfr in azienda, oppure aderire a una forma di previdenza diversa da quella contrattuale. Rispetto al passato, l’adesione “automatica” riguarda non solo il Tfr ma anche il contributo di datore e lavoratore.

A&F Live – Previdenza e Longevity: lo speciale

Cambia (ma dal 31 ottobre), la portabilità della posizione tra strumenti della previdenza complementare, con semplificazioni per spostare anche il contributo datoriale: dettaglio che preoccupa i fondi negoziali, che temono un deflusso verso i fondi che possono contare sulle reti più strutturate per attrarre i lavoratori. Sale da 5.164,57 a 5.300 euro il tetto annuo di deducibilità dei contributi versati, ma è soprattutto sulla fase di accumulo ed erogazione delle prestazioni che si registrano le innovazioni principali.