Si avvicina l’ora dell’efficacia dei cambiamenti di alcuni meccanismi che regolano la previdenza complementare, introdotti dalla Manovra per il 2026 e ora pronti alla prova dell’attuazione pratica.

Le ultime iniziative del legislatore rappresentano un «passaggio significativo per i fondi pensione: ne rafforzano il ruolo all’interno di una previdenza complementare sempre più chiamata a rispondere alle trasformazioni del mercato del lavoro e ai bisogni di lungo periodo delle persone», dice Nadia Vavassori, responsabile fondi pensione aperti di Amundi sgr. Un salto di qualità «da una logica prevalentemente di accumulo a una di accompagnamento lungo tutto il ciclo di vita».

Vediamole, allora, queste novità, introdotte dalla legge di Bilancio ma che stanno trovando ora concretezza con le istruzioni Covip che – dopo la fase di consultazione - possono fare la differenza in termini di efficacia. «Intervengono sui tre assi della previdenza complementare – spiega Marco Basilico, responsabile direzione istituzionali e previdenza Arca Fondi sgr – E dunque adesione, investimento e prestazione».

Adesione e silenzio assenso

Al primo capitolo attiene l’adesione automatica a una forma pensionistica complementare, prevista a partire da luglio per i neoassunti salvo rinuncia esplicita nel giro di 60 giorni. Un silenzio-assenso che non vale solo per il Tfr ma anche per i versamenti a carico di lavoratore e datore: la regola diventa entrare nel fondo previsto dal Ccnl applicato in azienda o, se non c’è, in quello residuale (Cometa dei metalmeccanici).