Il buon consiglio rivolto dai più a Nichi Vendola è di farsi processare lo stesso, nonostante le accuse sul caso Ilva siano prescritte, così si saprà se è innocente come lui dice oppure non lo è, come dice la procura. È il buon consiglio delle migliori intelligenze (così definite con un po’ di sano ottimismo), divulgatrici di una Costituzione materiale opposta a quella formale. Per quella formale, Vendola è innocente come chiunque debba rispondere di accuse non ancora dimostrate in via definitiva, e rimane innocente anche se, entro un certo numero di anni, il processo non si conclude e le accuse vengono prescritte, nella logica che una democrazia liberale non può puntare l’indice contro un suo cittadino per tutta la vita. Per la Costituzione materiale, quella delle suddette intelligenze della politica e del giornalismo, l’imputato è invece un presunto colpevole chiamato a dimostrare la sua innocenza, e se dopo lustri arriva la prescrizione, il furfante l’ha scampata bella. Conosco Vendola come un galantuomo, onesto intellettualmente, e sono certo che applicherà agli avversari i principi costituzionali invocati ora per sé. E, a dimostrazione che il politico incapace è peggio del politico disonesto, l’Ilva è stata sequestrata ai Riva quattordici anni fa. Da allora, riepiloga Stefano Firpo, si sono succeduti otto governi, ventitré decreti salva Ilva, un commissariamento, due amministrazioni straordinarie, miliardi buttati, trattative internazionali fallite, piani ambientali dissolti, inchieste giudiziarie, e tutto è ancora lì. Si ringrazi il cielo che l’inettitudine non è reato.
La banda degli inetti
Il buon consiglio rivolto dai più a Nichi Vendola è di farsi processare lo stesso, nonostante le accuse sul caso Ilva siano prescritte, così si saprà se è innocente come lui dice oppure non lo è, come dice la procura. È il buon consiglio delle migliori intelligenze (così definite con un po’ di sano ottimismo), divulgatrici di una Costituzione materiale opposta a quella formale. Per quella formale, Vendola è innocente come chiunque debba rispondere di accuse non ancora dimostrate in via definitiva, e rimane innocente anche se, entro un certo numero di anni, il processo non si conclude e le accuse vengono prescritte, nella logica che una democrazia liberale non può puntare l’indice contro un suo cittadino per tutta la vita. Per la Costituzione materiale, quella delle suddette intelligenze della politica e del giornalismo, l’imputato è invece un presunto colpevole chiamato a dimostrare la sua innocenza, e se dopo lustri arriva la prescrizione, il furfante l’ha scampata bella. Conosco Vendola come un galantuomo, onesto intellettualmente, e sono certo che applicherà agli avversari i principi costituzionali invocati ora per sé. E, a dimostrazione che il politico incapace è peggio del politico disonesto, l’Ilva è stata sequestrata ai Riva quattordici anni fa. Da allora, riepiloga Stefano Firpo, si sono succeduti otto governi, ventitré decreti salva Ilva, un commissariamento, due amministrazioni straordinarie, miliardi buttati, trattative internazionali fallite, piani ambientali dissolti, inchieste giudiziarie, e tutto è ancora lì. Si ringrazi il cielo che l’inettitudine non è reato.










