Le tensioni.26 maggio 2026 alle 00:22
Bengasi.
Attivisti «aggrediti violentemente», picchiati e trascinati con la forza all'interno di pullman, «veicoli non identificati» contro le tende. L'allarme arriva in serata dalla delegazione italiana della Global Sumud Flotilla, che definisce «sotto attacco» il convoglio di terra della missione umanitaria, attualmente in Libia nei pressi di Sirte, a poca distanza dal check point.
«Sebbene non sia chiaro chi ci sia dietro gli attacchi - denuncia il movimento - stiamo ricevendo segnalazioni secondo cui sarebbero perpetrati dalle forze di sicurezza legate alle autorità della Libia occidentale». Alcuni attivisti sarebbero feriti. Mentre per i dieci della stessa spedizione fermati domenica si prospetta, dopo il processo nel tribunale di Bengasi, un'espulsione come immigrati clandestini. Potrebbero, quindi, rientrare nei prossimi giorni Domenico Centrone e Dina Alberizia, i due italiani bloccati insieme ad altri otto volontari di diverse nazionalità. Sono accusati di ingresso illegale per essere entrati nella regione orientale senza autorizzazione.
Intanto in Italia va avanti l'indagine della Procura di Roma sulla detenzione in Israele dei partecipanti alla spedizione via mare dopo l'abbordaggio in acque internazionali. Sono una decina i nomi della catena di comando israeliana al vaglio dei pm che stanno valutando eventuali profili penali nei loro confronti. C'è anche il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir che ha rivolto parole di scherno - immortalate in un video - nei confronti degli attivisti mentre erano inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena nel porto di Ashdod.












