Restare umani per contrastare la dittatura dell’algoritmo. Che non è un’astratta sequenza matematica, ma un concreto strumento di dominio nelle mani di pochi potenti, destinato a diventare – se non efficacemente «disarmato» – «l’infrastruttura invisibile dei sistemi».
Può essere sintetizzata così Magnifica Humanitas, la prima enciclica di Leone XIV, pubblicata ieri ma che porta la data 15 maggio 2026, a 135 anni dalla Rerum Novarum, l’enciclica firmata da Leone XIII, che ha avviato la riflessione sociale della Chiesa in tempi di seconda rivoluzione industriale, pontefice a cui Prevost ha scelto esplicitamente di richiamarsi anche nel nome.
Il testo (245 paragrafi in cinque capitoli) è stato presentato ieri mattina in Vaticano direttamente dal papa – un fatto inedito -, affiancato dai cardinali Parolin (segretario di Stato), Fernández (prefetto del Dicastero per la dottrina della fede) e Czerny (prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale), insieme anche a Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic. Una presenza controversa quella del ricercatore dell’azienda della Silicon Valley tra le più importanti nello sviluppo dell’intelligenza artificiale: per alcuni il segnale di un dialogo utile fra opinioni e sensibilità diverse, per altri un’operazione di pope washing abilmente strumentalizzata per fini commerciali da parte di Anthropic.










