Quattro motori elettrici, uno per ruota, e mille cavalli spingono la sportiva a batteria, con un’autonomia di 530 chilometri. Ha quattro porte e può trasportare cinque persone, protette da una scocca a forma di conchiglia disegnata dal «padre dell’iPhone»
Miracolo. Eresia. La prima Ferrari elettrica dividerà il pubblico in due tifoserie, come accadde per l’avvento del touch screen sullo smartphone o del treno a vapore nei trasporti. È inevitabile, perché - per il mondo dell’auto - si tratta di un evento di portata storica. E a Maranello ne sono consapevoli: «Oggi non presentiamo soltanto una nuova vettura - ha detto il presidente John Elkann -, ma inauguriamo un capitolo che trasforma la nostra visione in realtà, rafforzando la tradizione Ferrari di anticipare e plasmare il futuro». Per la première però si è andati a ripescare nel passato glorioso del marchio: lo stesso giorno - il 25 maggio - ma del 1947, al circuito delle terme di Caracalla, la Ferrari 125 S guidata da Franco Cortese ottenne la prima vittoria ufficiale del Cavallino Rampante. 79 anni dopo è sempre Roma - questa volta la Vela di Calatrava - la cornice dell’evento.
Ferrari Luce, il designSe interni (ispirati al mondo Apple) e nome (Luce) già si conoscevano, c’era grande attesa per scoprire la scocca che avrebbe contenuto la nuova tecnologia. E la sorpresa è stata doppia, visto che anche in questo caso si è trattato di una prima volta: Luce, infatti, ha quattro porte e cinque sedili, novità assoluta per Ferrari resa possibile proprio dalla diversa configurazione delle auto elettriche, dove si può modulare diversamente lo spazio nell’abitacolo. Il risultato è un’abitabilità simile a quella del Suv Purosangue, ma in una sportiva. La silhouette a volume unico, che Ferrari chiama glass house, ha la forma di una conchiglia ed è «made in San Francisco»: infatti anche il design esterno, come quello di plancia e abitacolo, è stato affidato alla LoveFroam di Jony Ive e Marc Newson, già designer di Apple e «padri» dell’iPhone. Gente avvezza alle rivoluzioni, insomma. Ma se è rivoluzionaria la scelta di disegnare una Rossa fuori dal centro di stile diretto da Flavio Manzoni, come da tradizione la nuova Ferrari è stata progettata, sviluppata e realizzata internamente.










