La Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro ha chiesto 17 condanne nel troncone celebrato con il rito abbreviato dell’inchiesta antimafia denominata “Call Me”, eseguita nell’aprile dello scorso anno dalla Guardia di Finanza. Al centro dell’indagine vi sarebbero migliaia di telefonate effettuate da detenuti verso l’esterno attraverso telefoni cellulari che, secondo l’accusa, sarebbero stati introdotti illegalmente all’interno degli istituti penitenziari. Il reato contestato è quello di accesso indebito a dispositivi idonei alla comunicazione da parte di detenuti, con l’aggravante del metodo mafioso.

Le richieste di condanna

Queste le richieste formulate dalla pubblica accusa, già ridotte di un terzo per effetto della scelta del rito alternativo: un anno e 2 mesi per Cassandra La Rosa, 57 anni, di Tropea; 3 anni per Michele Bruzzese, 44 anni, di Tropea, marito di Cassandra La Rosa; 2 anni per Natascia Bruzzese, 45 anni, di Rombiolo; 2 anni per Pamela Bruzzese, 43 anni, di Briatico; un anno e 2 mesi per Robert Fargnoli, 53 anni, di Alife; un anno e 2 mesi per Alessandro Romeo Fargnoli, 26 anni, di Alife; un anno e 2 mesi per Carmine Fargnoli, 36 anni, di Pietravairano; 10 mesi per Maria Noemi Fargnoli, 24 anni, di Alife; 10 mesi per Loredana Lombardi, 37 anni, di Alife.