C’è una parola che attraversa il racconto di Arnaud Belloni: senso. Senso del prodotto, senso della marca, senso della memoria. A Milano, davanti ai giornalisti italiani, il Direttore Marketing Mondo Renault descrive una casa automobilistica che non vuole limitarsi a vendere auto elettriche, ma ricostruire un immaginario attorno all’automobile. «Renault è un brand latino», dice, sottolineando il legame emotivo con l’Italia e con una cultura fatta di città, strada, design, prossimità e carattere. Twingo E-Tech Electric arriva dentro questa cornice: non soltanto una piccola elettrica urbana, ma un’icona affettiva, riconoscibile, popolare.
Dopo Renault 5 e Renault 4, rappresenta il terzo capitolo di una strategia che riporta in vita modelli amati senza trasformarli in semplici esercizi nostalgici. Per Belloni, infatti, «ridare vita a veicoli iconici che le persone hanno amato è una strategia intelligente», ma solo a una condizione: «la fedeltà al concetto iniziale». Non basta usare un nome storico, serve rispettarne lo spirito. «Non bisogna mai tradire il concept», avverte, perché il passato funziona solo quando viene riportato nel presente con autenticità.
Arte, strada e cultura La dimensione culturale è centrale. Belloni lo dice con una frase che sembra più vicina al linguaggio di una maison che a quello di un costruttore automobilistico: «Oggi un cliente non acquista semplicemente un’auto, acquista un’arte di vivere». E aggiunge: «Gli italiani lo sanno meglio di chiunque altro». Per Renault, questa arte di vivere è francese, latina, europea; è un modo di dare profondità alla marca in un mercato dove la tecnologia rischia di rendere tutto più simile, più freddo, più intercambiabile. Da qui nasce anche il rapporto con l’arte.







