Uno su cento ce la fa: ad arrivare in Italia. Rolls-Royce non ha diffuso il prezzo dell’esclusiva serie limitata della Project Nightingale, ma ha anticipato che un esemplare è destinato ad un cliente del Belpaese, che in ogni caso non lo avrà prima di un paio di anni, visto che le prime consegne sono previste per il 2028. La decappottabile elettrica a due posti è «il progetto più ambizioso» della casa dello Spirit of Ecstasy (di proprietà del gruppo Bmw), che lo aveva svelato in gran segreto presso il proprio quartier generale lo scorso autunno: mai prima d’ora aveva concesso un simile “privilegio” uno stato così precoce dello sviluppo. «Alcuni dei clienti più esigenti al mondo ci hanno chiesto di realizzarlo», ha spiegato Chris Brownridge, l’amministratore delegato dal blasonato costruttore di Goodwood.

«Abbiamo risposto unendo tre elementi che non erano mai coesistiti prima nel nostro marchio: la totale libertà di progettazione offerta dalla carrozzeria artigianale, la nostra potente e quasi silenziosa propulsione completamente elettrica e un’espressione unica, forte e al contempo serena, della guida a cielo aperto, un’esperienza resa possibile solo da questa tecnologia», ha aggiunto. L’“usignolo” - la traduzione italiana del nome in lingua inglese di “Le Rossignol”, la residenza dei designer nella tenuta di Henry Royce sulla Costa Azzurra – è un tributo non soltanto alla rinomata località transalpina, ma anche alla Phantom “Kashmir 1” del 1928 a “coda d’anatra”, commissionata dal Maharaja Hari Singh e che all’epoca era in grado di raggiungere i 160 km/h di velocità massima. Con i suoi 5,76 di lunghezza non è la due posti da vento nei capelli più grande che ci sia, ma per propria stessa ammissione, per la Rolls-Royce rappresenta «la più stravagante espressione di ciò che è in grado di realizzare oggi». I dettagli tecnici non sono stati ufficializzati dal costruttore, che però puntava a realizzare «un’auto che non c’era» e capace di «far fermare il traffico».