Papa Francesco e san Giovanni Paolo II, i documenti del Concilio Vaticano II, sant’Agostino, ma anche John Ronald Reuel Tolkien e Hannah Arendt: passando in rassegna le note a piè di pagina di Magnifica Humanitas sono questi i nomi che si incontrano, i testi e le persone citate da papa Leone XIV nella sua prima enciclica.

Leone XIV e le insidie tecnologiche dietro l’intelligenza artificiale

giurista

L’enciclica di papa Prevost si riallaccia intenzionalmente alla Rerum Novarum di Leone XIII, di cui ha preso il nome: «Come il Leone di un tempo guardò alle “res novae” della sua epoca, oggi siamo chiamati a confrontarci con un'altra grande trasformazione».

Dato che il testo contiene un’ampia parte di ricostruzione della storia e dei fondamenti della dottrina sociale della Chiesa, dal 1891 a oggi, non sorprende che il maggior numero di citazioni sia per i testi magisteriali dei suoi predecessori: Jorge Mario Bergoglio è il più citato, 60 volte nelle note a piè di pagina si fa riferimento a documenti che portano la sua firma. Seguono il papa argentino Karol Wojtyla, citato oltre 40 volte, Benedetto XVI, che compare 22 volte e Paolo VI, citato 16 volte. Quindici volte nell’enciclica si fa riferimento ai documenti del Concilio Vaticano II (Gaudium et Spes, Lumen Gentium e Dignitatis Humanae) e al Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa.