ANSAcom - In collaborazione con
ACCADEMIA ALBERTINA DELLE BELLE ARTI DI TORINO
L'arte è profetica, anticipa il futuro, rende visibili le trasformazioni ancora in atto e offre strumenti per immaginare e costruire mondi migliori: da questa convinzione nasce Arwe - Art Research World Expo, un evento unico promosso dall’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino che trasforma la città in un laboratorio globale di ricerca artistica contemporanea. Dal 25 al 30 maggio, con esposizioni visitabili fino al 6 giugno, mostre, performance, teatro, danza, circo, opera, workshop e conferenze animeranno i luoghi simbolo della città, costruendo una mappa culturale diffusa e accessibile a tutta la comunità. Culmine del progetto Inar - Italian Network of Artistic Research, finanziato dall'Unione Europea, di cui l'Accademia Albertina è capofila, Arwe nasce dalla convinzione che arte e scienza non siano mondi separati e che quando l'immaginazione incontra il rigore della ricerca, emergono risposte inattese alle grandi sfide del presente. E in questo le accademie sono laboratori in cui si costruiscono gli strumenti critici, creativi e relazionali per abitare il futuro. Mettendo a sistema il talento di una nuova generazione di artisti provenienti da ventuno scuole d'arte italiane e ventisette istituzioni internazionali di diciotto Paesi, Arwe amplifica la rete culturale già attiva a Torino, facendo della città una meta ideale per la ricerca artistica nazionale e internazionale. "Nel campo artistico - sottolinea il direttore dell'Accademia Albertina, Salvatore Bitonti - la definizione di ricerca è ancora in costruzione, non per mancanza di pratiche, ma per la complessità intrinseca di un sapere che si sviluppa attraverso processi non riducibili a modelli standardizzati. Arwe nasce per dare forma pubblica a questa complessità: un dispositivo anticipatore, un tentativo collettivo di abitare il presente nel momento stesso in cui lo si costruisce". Tre le parole chiave di Arwe, che rappresentano tre direzioni per immaginare il futuro attraverso l'arte: 'Saving the World | Salvare il mondo', 'Connecting Cultures | Connettere le culture', 'Empowering and Connecting People | Valorizzare e mettere in relazione le persone'. Il tutto guidato da una parola d'ordine che è internazionalizzazione, per un evento globale, che vede anche la presenza di paesi come Ucraina e Libano, che vivono situazioni di conflitto o crisi geopolitica, a significare che Arwe pratica la diplomazia culturale come strumento concreto di dialogo e resistenza. Ad aprire l'evento la cerimonia di inaugurazione con la consegna dell'Albertina International Award a Michelangelo Pistoletto e Stelarc. E a sottolineare l'importanza dell'evento un messaggio della ministra dell'Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini, in cui evidenzia che "arte e scienza parlano linguaggi che possono sembrare diversi, ma in realtà condividono la stessa direzione: superare i confini di ciò che sappiamo e dare forma a ciò che non conosciamo. La tecnologia può accelerare il cambiamento, l’arte che lo rende umano, comprensibile, necessario e da questo incontro nasce l’innovazione più vera. Per questo il riconoscimento a Michelangelo Pistoletto e a Stelarc ha un valore che va oltre le singole opere, racconta visioni diverse, ma unite da una stessa tensione: spingere l’umanità oltre i propri confini, tra materia e pensiero, tra corpo e tecnologia, tra immaginazione e realtà". Al termine della settimana sarà invece assegnato l'Arwe Award 2026 alle opere degli studenti.









