Continuano le cause contro le aziende dell'AI per violazione di copyright: a maggio anche Meta è tornata in tribunale per una class action di un gruppo di editori

Centinaia di migliaia di libri, forse addirittura due milioni, le cui pagine sono state separate «accuratamente» da una «macchina da taglio idraulica». Una distruzione sistematica di testi acquistati e poi dati in pasto alla macchina. Come si legge nei documenti processuali della causa contro Anthropic — che, secondo un gruppo di editori, avrebbe usato un immenso numero di libri per addestrare la sua intelligenza artificiale Claude, in barba alle leggi sul copyright — l'azienda guidata da Dario e Daniela Amodei avrebbe comprato in blocco grandi quantità di testi per poi chiedere a un'azienda specializzata nella «digitalizzazione con scanner ad alta velocità, di alta qualità e di livello industriale», la quale a sua volta avrebbe «concordato con l’azienda di riciclaggio il ritiro dei libri trattati».

Un'operazione "segreta" con un nome in codice: «Il Project Panama è il nostro tentativo di digitalizzare in modo distruttivo tutti i libri del mondo», si legge in un documento interno di Anthropic, come ha riferito per la prima volta a gennaio il Washington Post e recentemente rilanciato da Wired. «Non vogliamo che si sappia che stiamo lavorando a questo progetto». L'obiettivo era quello di addestrare il chatbot Claude a «scrivere bene» invece di imitare il «linguaggio da Internet di bassa qualità».Non si sa da dove siano arrivati i libri. Inizialmente era stata presa in considerazione l'opzione di investire in alcune realtà — compresa la New York Public Library e «una nuova biblioteca che è cronicamente sottofinanziata» — per acquisire grandi quantità di testi. Anche una famosa catena di libri usati come Strand è stata presa in considerazione come fornitore dei testi. Non si sa, tuttavia, quale sia stata la scelta finale dell'azienda.