L'epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo ha superato i 200 morti. Africa CDC ha dichiarato l'emergenza continentale, mentre il Ministero della Salute italiano ha attivato la sorveglianza sui rientri. All'ospedale Sacco di Milano ci sono due pazienti sospetti in isolamento
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Africa CDC altri dieci Paesi a rischioLa situazione in EuropaIl rischio per l’ItaliaAggiornamento – Due cooperanti italiani al Sacco di Milano
Duecento morti è la soglia raggiunta dall’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo. Negli ultimi giorni il Ministero della Salute congolese ha comunicato 204 decessi su 867 casi sospetti in tre province del Paese. L’ultimo bilancio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità era fermo a 177 morti su circa 750 casi sospetti, anche se lo stesso direttore generale Tedros Adhanom Ghebreyesus si era già espresso in merito, affermando che “l’epidemia nella Repubblica Democratica del Congo è molto più estesa” rispetto ai soli 82 casi confermati in laboratorio.
Il virus in circolazione è il Bundibugyo, una variante rara ma letale della famiglia Ebola. Il 15 maggio Africa CDC ha ufficialmente dichiarato l’epidemia nella provincia di Ituri, nell’est del Paese, e l’OMS ha proclamato il 17 maggio l’emergenza sanitaria internazionale (PHEIC), la massima allerta dell’organizzazione. L’Uganda ha segnalato a sua volta casi importati dal Congo: il primo confermato riguardava un uomo congolese di 59 anni ricoverato a Kampala l’11 maggio e deceduto tre giorni dopo.












