Una “corsa contro il tempo” per contenere l’epidemia di Ebola nell’est della Repubblica Democratica del Congo, dove aumentano i casi sospetti, i decessi e il timore di una diffusione regionale del virus. A lanciare l’allarme è Medici Senza Frontiere, impegnata in una risposta d’emergenza su larga scala insieme alle autorità sanitarie congolesi e all’Organizzazione Mondiale della Sanità. “I team di Medici Senza Frontiere stanno lavorando giorno e notte a una risposta d’emergenza su larga scala all’epidemia di Ebola nell’est della Repubblica Democratica del Congo in quella che è una corsa contro il tempo”, spiega l’organizzazione umanitaria, che sta rafforzando personale, centri di isolamento e forniture mediche nelle aree colpite.

Secondo l’ultimo bilancio diffuso dal ministero della Salute congolese, i morti sono già oltre 200 su 867 casi sospetti registrati in tre province del Paese. I dati ufficiali parlano di 204 decessi “probabilmente causati dal virus”. Solo venerdì scorso il bilancio dell’OMS riportava 177 morti su 750 casi sospetti, segno di un’accelerazione del contagio che preoccupa le autorità sanitarie africane.

L’epicentro in Ituri e il rafforzamento dei centri Ebola

L’epicentro dell’epidemia resta la provincia dell’Ituri, dove MSF sta inviando decine di operatori specializzati nel trattamento delle febbri emorragiche virali. “La sfida oggi è riuscire a curare i pazienti malati da Ebola, riuscire a tracciare i loro contatti e allo stesso tempo riuscire a garantire i servizi essenziali e l’accesso alle cure per altre malattie come la malaria, il colera e l’HIV”, afferma Valeria Greppi, capo progetto di MSF a Goma. Solo nella provincia dell’Ituri, circa 50 operatori internazionali arriveranno prossimamente nelle aree colpite per lavorare insieme a circa 480 professionisti assunti localmente. Parallelamente, forniture e attrezzature mediche vengono inviate sia da Kinshasa sia dal centro logistico di MSF a Kampala, in Uganda. Nelle ultime ore sono arrivati a Bunia 3mila dispositivi di protezione individuale, mentre altri 60mila kit provenienti dall’Europa dovrebbero raggiungere il Congo entro la fine della prossima settimana.