L’ombra di Ebola torna a spaventare la comunità internazionale. L’Organizzazione mondiale della Sanità ha ufficialmente dichiarato il nuovo focolaio nella Repubblica Democratica del Congo come un’emergenza di sanità pubblica di rilevanza internazionale. I numeri descrivono una situazione in rapida evoluzione e ad alta criticità: si registrano già oltre seicento casi sospetti e più di centotrenta decessi, localizzati principalmente nella provincia nord-orientale dell’Ituri, ma con preoccupanti diramazioni oltre i confini nazionali, fino a raggiungere l’Uganda. Quello che preoccupa maggiormente gli scienziati, oltre all’incremento della letalità, è la natura stessa del virus isolato. La variante Non si tratta del ceppo più comune, lo Zaire ebolavirus, bensì del virus Bundibugyo. Si tratta di una variante subdola, inizialmente sfuggita ai test diagnostici che erano tarati sul ceppo Zaire, e per la quale, a differenza di altri ceppi, non esistono al momento vaccini approvati o trattamenti farmacologici mirati. La percezione del pericolo è cambiata radicalmente da quando il virus è fisicamente sbarcato in Europa. Un medico missionario statunitense, che aveva contratto l’infezione mentre operava nelle zone dell’epicentro in Congo, è stato trasportato in Germania e ricoverato in bio-contenimento e isolamento stringente presso l’ospedale universitario Charité di Berlino. Successivamente, anche la moglie e i quattro figli dell’uomo sono stati trasferiti nella stessa struttura medica con un imponente convoglio scortato dalle forze dell’ordine per motivi precauzionali, sollevando inevitabili timori nell'opinione pubblica continentale. Contagi Tuttavia, secondo gli esperti, è fondamentale mantenere la calma ed evitare la psicosi, comprendendo le modalità con cui il virus si sposta. Come evidenziato dalle autorità sanitarie e dalle guide mediche, l’Ebola non si trasmette per via aerea, a differenza del Covid-19 o dell’influenza. Il contagio avviene esclusivamente attraverso il contatto diretto con fluidi corporei, come sangue, saliva, urina, vomito o liquido seminale, di persone infette, siano esse vive o decedute. I riti funebri tradizionali nei villaggi africani, che prevedono il lavaggio del corpo dei defunti, rimangono infatti una delle principali cause di super-diffusione in loco.
Ebola, cosa sta succedendo in Congo e quali sono i rischi in Europa e in Italia
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