TRENTO. Il Consiglio di Stato ha respinto gli appelli presentati da quattro associazioni animaliste contro l’abbattimento dell’orsa Kj1 e ha confermato che non sono dovuti risarcimenti per un totale di 600 mila euro.La sentenza ribadisce un principio centrale: la tutela della vita e della sicurezza delle persone rappresenta un valore primario e prevalente nell’ordinamento.Nel provvedimento viene richiamato anche il bilanciamento tra diritti costituzionali, con la tutela della vita umana indicata come valore che «si colloca in posizione apicale nell’ambito dei diritti fondamentali della persona».Per il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, si tratta di «una sentenza importante», perché conferma che la tutela della vita e dell’incolumità delle persone è una priorità assoluta che le istituzioni devono garantire.L’assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni sottolinea invece come la gestione dei grandi carnivori richieda competenza e la capacità di assumere decisioni complesse, mantenendo al centro la sicurezza di residenti e ospiti.
Orsa Kj1, vince la Provincia: niente risarcimento da 600 mila euro agli animalisti
I giudici ribadiscono la prevalenza della sicurezza delle persone nel bilanciamento dei diritti costituzionali. Fugatti e Failoni: decisione importante sulla gestione dei grandi carnivori
Il Consiglio di Stato ha respinto i ricorsi di quattro associazioni animaliste, negando 600mila euro di risarcimenti per l'abbattimento dell'orsa Kj1. La sentenza consolida la primazia della sicurezza pubblica sulla tutela faunistica, rafforzando la discrezionalità degli enti locali nella gestione dei grandi carnivori.








