TRENTO - Il Consiglio di Stato ha negato il risarcimento di 600.000 euro richiesto da alcune associazioni animaliste in merito all'abbattimento dell'orsa KJ1 avvenuto nel luglio 2024. A darne notizia è la Provincia autonoma di Trento, che ordinò l'uccisione dell'animale perché ritenuto pericoloso.

Il pronunciamento Il Consiglio di Stato ha ritenuto che la tutela della vita e della sicurezza delle persone rappresentino un valore primario e prevalente nell'ordinamento. Su questa base la sentenza ha respinto gli appelli di quattro associazioni animaliste che avevano avanzato la richiesta di risarcimento, per un totale di 600.000 euro. Dopo un primo pronunciamento che aveva già respinto una richiesta di questo tipo, i giudici hanno confermato la decisione. La sentenza richiama anche un principio di particolare rilievo: nel bilanciamento tra diritti costituzionali, la tutela della vita umana «si colloca in posizione apicale nell'ambito dei diritti fondamentali della persona».La Provincia «Si tratta una sentenza importante perché ribadisce un principio essenziale: la tutela della vita e dell'incolumità delle persone costituisce una priorità assoluta che le istituzioni hanno il dovere di garantire» è il commento del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti. L'assessore provinciale alle foreste, caccia e pesca Roberto Failoni ricorda che «la gestione dei grandi carnivori richiede competenza e capacità di assumere decisioni anche complesse, mantenendo sempre al centro la sicurezza di residenti ed ospiti».