La Procura i Trento ha formalmente chiesto il rinvio a giudizio per due cacciatori accusati di aver abbattuto l'orsa F36. In un primo momento la procuratrice, Patrizia Foiera, aveva deciso di archiviare l’inchiesta per assenza di prove. Tuttavia, le associazioni animaliste non si sono date per vinte. La Leal, tramite la propria legale Aurora Loprete, ha evidenziato importanti lacune e ulteriori elementi indiziari emersi dall'analisi tecnico-scientifica di parte effettuata dalla consulente Cristina Marchetti. Altri elementi erano emersi dai tabulati telefonici e dalla documentazione acquisita in fase di indagine, inclusi i rilievi relativi alle perquisizioni domiciliari. Per questo il giudice per le indagini preliminari aveva ordinato l’imputazione coatta per due dei quattro indagati che ora andranno a processo.
L'orsa F36 uccisa con un fucile, due cacciatori 70enni a processo: «Hanno agito con crudeltà»
Secondo la Procura di Trento i cacciatori avrebbero sparato senza necessità: quando l’orsa venne abbattuta non si trovava in posizione d’attacco e pertanto non rappresentava un pericolo. La Leal: «Ci costituiremo parte civile»









