Poco dopo la mezzanotte del 23 maggio (ora italiana) è decollato dal Pad 2 di Starbase (Texas) il razzo spaziale riutilizzabile Starship di SpaceX. Si è trattato del dodicesimo volo (Flight 12) di questo vettore, ancora in fase sperimentale, che ha portato al debutto con Super Heavy Booster 19 e Ship 39 la terza versione ricca di novità dal punto di vista tecnico e del design. Non tutto è andato come previsto ma sembra che la società di Elon Musk sia ottimista sul proseguo dello sviluppo in vista del debutto operativo previsto per il prossimo anno.

Durante il volo SpaceX ha raccolto moltissimi dati riguardanti Starship e le sue prestazioni. Come scritto ufficialmente sul sito, dopo il decollo Super Heavy Booster 19 ha iniziato la sua ascesa spinta dai nuovi motori Raptor 3 con un singolo motore Raptor che si è spento in questa fase. Successivamente c'è stata la separazione degli stadi con la tecnica dell'hot-staging con lo stadio superiore Ship 39 che ha acceso i suoi sei motori Raptor 3 (3 atmosferici e 3 per il vuoto) che ha proseguito la sua missione.

Le problematiche del dodicesimo volo di Starship

Il primo stadio ha iniziato la manovra per ritornare verso la zona dell'atterraggio nel Golfo del Messico. A causa di un problema tecnico, due motori sono esplosi condizionando così l'accensione dei rimanenti. Super Heavy ha provato ad accendere tutti i propulsori pianificati cercando di concludere l'operazione come previsto. Super Heavy non è però riuscito a rallentare la sua discesa ammarando duramente sulla superficie del mare distruggendosi.