Un territorio di mezzo, sospeso tra la capacità di resistenza delle nuove generazioni e il crollo verticale dei servizi e delle tutele per le fasce più fragili della popolazione: l'infanzia e la terza età. È questa la fotografia a tinte scure che emerge per la provincia di Agrigento dall'ultimo report sulla qualità della vita pubblicato dal Sole 24 Ore, un'indagine che analizza nel dettaglio il benessere dei cittadini attraverso 107 graduatorie provinciali. Se la Sicilia in generale si conferma un'area in forte sofferenza strutturale, il focus sul territorio agrigentino svela un paradosso demografico ed economico che merita un'attenta riflessione.
Il limbo dei bambini: 92° posto in Italia
L'indice generico sulla qualità della vita dei bambini posiziona Agrigento al 92esimo posto su 107 province. Un dato indubbiamente negativo, specchio di carenze nei servizi scolastici, nel tempo pieno e nelle infrastrutture dedicate ai più piccoli, ma che paradossalmente evita alla città dei templi il baratro in cui sono sprofondate altre realtà dell'isola. La Sicilia si riscopre infatti drammaticamente ostile all'infanzia, con Ragusa, Palermo, Catania e Trapani a occupare stabilmente gli ultimissimi gradini della classifica nazionale.










