Partiti 25 maggio 2026 Dai post sui social ai manifesti nelle stazioni, le forze politiche hanno utilizzato la raccolta fondi per promuovere le proprie idee e attaccare gli avversari Ogni anno, con l’apertura della stagione della dichiarazione dei redditi, i partiti politici tornano a chiedere ai contribuenti di destinare una piccola quota della loro IRPEF, l’imposta sui redditi delle persone fisiche. È il cosiddetto 2 per mille: la scelta non comporta un versamento aggiuntivo, ma riguarda una parte dell’imposta comunque dovuta. Si tratta di una forma di finanziamento introdotta nel 2013, dopo l’abolizione del finanziamento pubblico diretto ai partiti.

Negli ultimi anni, però, la raccolta del 2 per mille ha assunto la forma di una vera e propria campagna politica. Oltre a condividere istruzioni per compilare i modelli fiscali, i partiti hanno creato pagine dedicate sui propri siti, grafiche e i video per i social e, in alcuni casi, riempito spazi pubblicitari nei luoghi di passaggio, come le stazioni ferroviarie. Tutto questo non solo per provare a raccogliere più fondi, ma anche per dare visibilità alle proprie battaglie politiche o per attaccare i propri avversari.

Il caso più evidente è accaduto la settimana scorsa, quando Italia Viva ha lanciato la propria raccolta del 2 per mille, trasformandola in una campagna nazionale contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Alcuni manifesti diffusi nelle stazioni ferroviarie di Roma e Milano attaccavano la leader di Fratelli d’Italia su vari temi, tra cui i ritardi dei treni, usando uno stile grafico che richiamava l’immaginario del Ventennio fascista. Come vedremo, una parte della campagna è stata poi rimossa, generando diverse polemiche. In generale, tra le ragioni per cui i partiti puntano sempre di più su questa raccolta è che il 2 per mille pesa sempre di più per le forze politiche, ma è ancora scelto da una minoranza dei contribuenti. Questo lascia alle forze politiche un margine di crescita significativo, soprattutto se riescono a mobilitare il proprio elettorato. Come funziona il 2 per mille Non tutti i partiti possono ricevere il 2 per mille. I contribuenti possono scegliere solo tra le forze politiche inserite nella sezione del registro nazionale dei partiti dedicata a questo beneficio. Successivamente, l’elenco viene trasmesso all’Agenzia delle Entrate e riportato nei modelli per la dichiarazione dei redditi.