Caricamento player

Nelle dichiarazioni dei redditi del 2025 più di 18 milioni di italiani hanno firmato per destinare il loro 5 per mille a un’associazione, un comune, un ente di ricerca o una società sportiva. Sono mezzo milione in più dell’anno scorso e complessivamente porteranno oltre 602 milioni di euro a poco meno di 96mila enti: è la cifra più alta da quando esiste il 5 per mille, che nel 2026 compie vent’anni.

Le firme sono state 18.460.316: di queste, 15.744.457 indicavano un beneficiario preciso, mentre 2.715.859 erano generiche. Circa 11,6 milioni di persone hanno scelto un ente del Terzo settore, cioè associazioni di volontariato, fondazioni e organizzazioni non profit.

Il 5 per mille fu introdotto con la legge di bilancio del 2006 per finanziare attività di interesse sociale. Funziona come l’8 per mille destinato alle confessioni religiose e il 2 per mille dato ai partiti: ogni anno, compilando la dichiarazione dei redditi, i contribuenti possono indicare a chi versare una parte delle imposte sul reddito. Lo stato rinuncia così a una piccola quota di quelle imposte e la gira all’associazione scelta. Basta scrivere nell’apposito riquadro il codice fiscale dell’ente e firmare. Più è alto il reddito di chi firma, più soldi arrivano all’associazione. Dal 2006 il 5 per mille ha distribuito più di 8 miliardi di euro.