Il 5 per mille nel 2024 vale ben oltre il mezzo miliardo di euro. Oltre 91 mila soggetti, tra enti del terzo settore, onlus della ricerca sanitaria e scientifica, associazioni sportive dilettantistiche si spartiranno questo tesoretto che lo Stato incamera grazie ai contribuenti onesti. La scelta del beneficiario, si sa, è libera, perciò la domanda è ovvia quasi quanto la curiosità: a chi donano i contribuenti il proprio 5 per mille?Che cos'è il 5 per milleAnzitutto, occorre far chiarezza su cosa sia. Se ne sente parlare di continuo ma non tutti sanno come funzioni e soprattutto come viene calcolato. Istituito in forma sperimentale solo nel 2006 con la legge di Bilancio di quell'anno, il 5 per mille è una quota dell'Irpef, l'imposta sul reddito, che lo Stato ripartisce tra enti che svolgono attività di interesse sociale.Per calcolare il proprio 5 per mille basta dividere la quantità della propria imposta del reddito per mille e moltiplicare il risultato per cinque. Se in base al proprio reddito, per esempio, l’imposta da versare è pari a quattromila euro, il contribuente avrà la possibilità di indirizzare a un beneficiario a sua scelta un 5x1000 che ammonta a venti euro.Appare perciò chiaro che è improprio parlare di "donazione", trattandosi di una quota del proprio Irpef che ogni cittadino pagherebbe comunque allo Stato italiano. Per questo il termine corretto per non ingenerare confusione dovrebbe essere “devoluzione”.Chi sono i beneficiariCome è stato anticipato, il 5 per mille è un istituto a sostegno di organizzazioni con un ruolo sociale: non profit che operano nel terzo settore, come pure enti che si occupano di ricerca scientifica e universitaria, enti impegnati nella ricerca sanitaria, organizzazioni a tutela dei beni culturali, associazioni sportive, enti gestori di aree protette e attività sociali del proprio comune di residenza.Per la precisione, secondo i dati più recenti, gli enti del Terzo settore e onlus costituiscono la quota maggiore degli ammessi con 68.452 beneficiari, seguono le associazioni sportive dilettantistiche (13.825), gli enti impegnati nella ricerca scientifica (467), quelli che operano nel settore della sanità (107), gli enti dei beni culturali e paesaggistici (228) e gli Enti gestori delle aree protette (24). Nell’elenco sono presenti anche 7.909 comuni.A chi devolvono il 5 per mille gli italiani?Chiarito come funziona, resta da vedere quali sono le scelte più gettonate dai contribuenti italiani in sede di dichiarazione dei redditi. Il 5 per mille nel 2024 ha generato un tesoretto da oltre mezzo miliardo - per la precisione 523 milioni di euro - che sarà spartito tra gli oltre 91 mila soggetti beneficiari ammessi di cui abbiamo già scritto.L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato una serie di tabelle che riportano la suddivisione delle devoluzioni. Appare evidente, considerate le fondazioni sui gradini più alti del podio, che la ricerca contro il cancro è in cima alle priorità dei contribuenti quando bisogna scegliere a chi devolvere il proprio 5 per mille.La top 3In testa alle preferenze si trova l'Airc, fondata dagli scienziati Umberto Veronesi e Giuseppe Della Porta: in occasione della compilazione dell'ultima dichiarazione dei redditi è stata scelta da 1.763.993 contribuenti, per un totale di 71.799.594,47 di euro. Segue parecchio distaccata Fondazione piemontese per la ricerca sul cancro: è stata indicata da 275.603 connazionali e riceverà 12.161.686,44 di euro.Infine, chiude il podio degli enti che stanno più a cuore agli italiani Emergency, la ong fondata da Gino Strada, che, pur avendo qualche preferenza in più rispetto alla seconda classificata (283.836), si posiziona al terzo posto per importo erogabile: 10.608.104,49 di euro. Seguono a conclusione della top 10 la Lega del Filo d'oro, l'Associazione italiana contro le leucemie, l'Istituto europeo di oncologia, Medici senza frontiere, la Fondazione italiana sclerosi multipla, Save the Children e Fondazione dell'Ospedale pediatrico Anna Meyer.Incrociando i dati per cluster emerge che agli enti del Terzo settore e onlus andranno oltre 330 milioni di euro, alla ricerca sanitaria oltre 86 milioni di euro, a quella scientifica saranno destinati quasi 70 milioni di euro. Seguono le associazioni sportive dilettantistiche (oltre 18 milioni), i Comuni (oltre 15 milioni di euro), gli enti per la tutela dei beni culturali e paesaggistici (quasi 3 milioni) e quelli a tutela delle aree protette (oltre 667mila euro). Le finalità sono in tutti i casi meritorie. Un altro buon motivo per combattere la piaga dell'evasione fiscale.