Sin dai tempi primordiali l’allattamento al seno rientra nella pratica più naturale che un essere umano ha per alimentare il suo bambino, in quanto mammifero. E’ stato scientificamente provato come l’allattamento al seno è assolutamente istintivo, infatti, se si lascia un neonato appena nato sul ventre materno, si potrà osservare come lentamente riesca da solo a spingersi verso il seno per iniziare a succhiare. Come sosteneva Grantly Dick-Read, famoso ginecologo britannico, tra i primi e massimi fautori del parto naturale: “Un neonato ha solo tre esigenze: calore tra le braccia di sua madre, cibo dal suo seno e sicurezza nella consapevolezza della sua presenza. L’allattamento al seno soddisfa tutti e tre”. L’allattamento rientra in uno dei momenti più intimi nella vita di una donna, in quanto entra in connessione con il proprio bambino tenuto in grembo per nove mesi; infatti, questo momento è immortalato da molti pittori come espressione artistica iconografica di serenità e calma.
Esiste un dubbio però: è meglio il latte naturale o artificiale?
Molti sono le perplessità del caso, di certo studi scientifici hanno constatato come il latte materno apporti molti benefici per il neonato, in primis la consapevolezza materna di soddisfare il suo bisogno primario, in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Il latte materno è un alimento nutritivo ad alto potenziale, completo e digeribile. Ha la capacità di ridurre il rischio di avere problemi come asma, allergie, malattie infettive, anemia e garantisce la sopravvivenza nei prematuri. E se proprio vogliamo inserire la tematica ambientalistica, sicuramente il latte materno comporta una maggiore sostenibilità ambientale.








