Il Giro d’Italia ritrova Milano dopo cinque anni, ma il ritorno nel capoluogo lombardo lascia spazio anche alle polemiche. La quindicesima tappa della Corsa Rosa è stata infatti neutralizzata nell’ultimo giro cittadino, con i tempi della classifica generale congelati a 16,3 chilometri dal traguardo. Una decisione presa per motivi di sicurezza, dopo le proteste del gruppo guidato dalla maglia rosa Jonas Vingegaard. A vincere sul traguardo milanese è stato Friedrick Lavik della Uno X Moniliti, davanti a Maestri e Marcellusi.
Il finale nel cuore di Milano era stato giudicato troppo rischioso dai corridori. Curve strette, pavé, rotonde e soprattutto le rotaie del tram avrebbero aumentato il pericolo di cadute nella fase più veloce della tappa, quella destinata alla volata. Era prevista la neutralizzazione negli ultimi cinque chilometri, ma poi la giuria ha deciso di estendere il provvedimento all’intero ultimo giro del circuito urbano.
A spiegare come si è arrivati alla scelta è stato lo stesso Vingegaard. Il danese ha raccontato di essersi confrontato direttamente con la giuria insieme al compagno di squadra Campenaerts: “Il circuito era troppo pericoloso, sì, tutti pensavamo che fosse troppo pericoloso. Quando siamo entrati nel circuito ci siamo avvicinati all’auto del Presidente di Giuria e abbiamo parlato, e loro hanno preso la decisione”. Vingegaard ha anche sottolineato come non si sia trattato di una richiesta personale: “È una decisione di tutto il gruppo, e non presa solo da me. Ovviamente abbiamo parlato all’interno del gruppo: se fossi stato l’unico ad avere questa sensazione sarebbe stato un po’ diverso”.












