La maglia rosa Vingegaard si fa portavoce dei corridori per il circuito pericoloso. Velocisti beffati dalla fuga a 4
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Hanno fatto la festa al Giro, ancora una volta. Hanno sfregiato nuovamente la corsa rosa, come da prassi, come da copione. Ogni anno è sempre così: 13 gradi di temperatura diventano insopportabili, una spolverata di neve rende le strade impraticabili, due tombini e una “esse” di troppo in zona Bocconi come ieri sono sufficienti per neutralizzare di 16 km una tappa di 157.Hanno fatto la festa al Giro, sfregiando una corsa che non arrivava a Milano da cinque anni. A due giri dalla fine, dopo colloqui intensi di Campenaerts e della stessa maglia rosa Vingegaard con il presidente di Giuria (lo spagnolo Tortajada), ecco la neutralizzazione. I tempi vengono “cristallizzati” a 16,4 km dall’arrivo. Di che cosa si sono lamentati i corridori? Forse di qualche tombino? Forse di una “chicane” in zona Bocconi? Forse di un paio di rotaie di troppo? «Tutti hanno pensato che ci fossero pericoli, non era il circuito più sicuro su cui correre – ha spiegato Vingegaard - , come leader della corsa ho sentito la responsabilità di farmi portavoce. Noi corridori dobbiamo ringraziare la giuria, ci hanno davvero ascoltato».Tutto questo in un festival dei velocisti che non c’è stato, perché nel frattempo i quattro fuggitivi di giornata, scattati poco dopo il via da Voghera, si sono presentati in corso Venezia per lo sprint finale. Una giornata velocissima, tanto che la media finale è stata di 51,063 km/h, la seconda più rapida di sempre (51,234 km, Demare 2020 a Brindisi), fatta tutta da questi magnifici quattro: Mirco Maestri e Mattia Bais della Polti, Martin Marcellusi della Bardiani e Fedrik Lavik, con il norvegese della Uno-X che si mangia in un sol boccone i nostri tre rappresentanti del pedale italico. «All’inizio la nostra fuga era un piano senza speranza, lungo il percorso è diventata l’idea migliore di sempre», le parole del vincitore. Punizione esemplare per il veneto della Bardiani Enrico Zanoncello: colpevole di aver dato una testata a un collega, è stato squalificato e multato per 500 franchi svizzeri. La squadra non presenterà ricorso.In classifica non cambia niente. Oggi giorno di riposo a Cesano Maderno, domani il Giro riparte per l’ultima settimana con la 16ª tappa in Svizzera: Bellinzona-Carì, 113 km e quarto dei sette arrivi in salita. È probabile un nuovo show da parte della maglia rosa: sempre che non decida di prendersela comoda e lasciar fare agli altri.













