La vittoria di Lavik nella quindicesima tappa del Giro d’Italia non conterà per la classifica generale: gli ultimi 16 chilometri sono stati neutalizzati per motivi di sicurezza.
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Friedrick Lavik vince la quindicesima tappa del Giro d'Italia che ritorna a Milano dopo cinque anni d'attesa, ma l'arrivo in città è stato neutralizzato a causa dei problemi di sicurezza. Il ciclista della Uno x Moniliti si toglie la soddisfazione di arrivare per primo al traguardo ma in realtà i tempi della classifica generale sono stati presi nel penultimo transito sulla linea d'arrivo, ossia 16,3 chilometri prima del traguardo finale.
È una scelta che non è piaciuta a molti ma che la giuria ha fatto per tutelare i big ed escluderli dalla pericolosa fase finale ad appannaggio degli sprinter. Con l'aumentare della velocità si corrono rischi per possibili cadute e scivoloni che potrebbero compromettere l'ordine d'arrivo e aumentare la possibilità di infortuni in un momento decisivo della Corsa Rosa. Inizialmente solo gli ultimi 5 km dovevano essere neutralizzati, ma alla fine si è deciso di applicare il provvedimento per l'intero ultimo giro. Perché il finale di Milano è stato neutralizzato Gli ultimi 16 chilometri corsi nel cuore di Milano sono stati il regno degli sprinter che sono stati protagonisti di una grande passerella dominata da Lavik, primo nella quindicesima tappa del Giro d'Italia davanti a Maestri e Marcellusi. È una vittoria che conta per la gloria ma che non sposta niente nella classifica generale dato che i distacchi sono stati annullati prima dell'ultimo giro per evitare i problemi nel circuito finale urbano. Le curve strette, il pavé, le rotonde e le rotaie del tram avrebbero messo a rischio i ciclisti nella volata finale dove la possibilità di cadute pericolose aumenta a dismisura.










