Se gli organizzatori del Giro d’Italia non sono stati gentili con i velocisti in questa edizione, le squadre dei velocisti ci hanno messo del loro per rendere ancor meno soddisfacente il Giro d’Italia ai loro uomini veloci.I 157 chilometri tra Voghera e Milano dovevano essere l’occasione per una volatona di gruppo, per fare in modo di aggiungere un più uno nella casella vittorie degli sprinter. Meglio di una tappa del genere non era possibile tracciarla: duecento metri di dislivello complessivi.Tra la volata e la vittoria c’erano però Mattia Bais, Fredrik Dversnes Lavik, Mirco Maestri e Martin Marcellusi, partiti che era mattina per provare a realizzare l’impossibile, arrivati a Milano realizzando l’impossibile.I quattro avanguardisti si erano infuturati con nessuna speranza e pochissimi sogni, con l’idea, come sempre estemporanea, di cambiare se non il mondo quanto meno il loro Giro. Erano archeologi erranti alla ricerca dei resti di un palazzo in un luogo che erano sicuri fosse sbagliato. Hanno continuato a cercarlo. Più per ostinazione che per caso.Si sono trovati ai trenta chilometri dalla linea d’arrivo con un minuto e quaranta di vantaggio sul gruppo e hanno considerato quel margine invitante. Hanno sentito la campanella dell’ultimo giro con quasi un minuto di vantaggio e hanno pensato che ciò era buono. Sono passati accanto al cartello dei meno cinque con ventisei secondi di margine e lì hanno capito che una cena a base di beffe poteva essere servita sul tavolo degli sprinter.E così è andata.Fredrik Dversnes Lavik è stato il più lesto a imporre la sua volontà sui desideri altrui. Sotto lo striscione d’arrivo Mirco Maestri ha sbuffato di rassegnazione. Martin Marcellusi ha iniziato a picchiare il pugno sul manubrio per frustrazione. Avevano capito che un’occasione del genere difficilmente si sarebbe capitata di nuovo.Peccato che i corridori abbiano protestato per un circuito ben disegnato e senza troppi pericoli. Gli organizzatori hanno deciso di dargli corda e neutralizzare gli ultimi sedici chilometri.
Giro d'Italia 2026, la libidine coi fiocchi di Fredrik Dversnes Lavik a Milano
Doveva essere la grande occasione per i velocisti, quattro uomini in fuga hanno però rovinato i piani. Ha vinto Fredrik Dversnes Lavik davanti a Mirco Maestri e Martin Marcellusi. Quarto Mattia Bais










