Ciclismo. 25 maggio 2026 alle 01:16Fuga a Milano: un norvegese batte Maestri e Marcellusi
MILANO.
Il cervello batte le gambe, la grinta sconfigge il branco, la follia supera la logica. E così al Giro d'Italia trionfa la fuga della prima ora, con la volata ben oltre la fatica di Fredrik Dversnes Lavik. Scattato con i suoi soci di avventura appena dopo la partenza, tachimetro alla mano fanno 155 km di acido lattico, sudore e pura determinazione. Un ritmo da paura, in una gara senza nemmeno un cavalcavia: questa Voghera-Milano è la seconda tappa più veloce della storia della corsa rosa (51,063 km/h). Il norvegese della Uno-X Mobility regola allo sprint tre azzurri: Mirco Maestri, Martin Marcellusi e Mattia Bais che aveva dato tutto per lanciare il compagno di squadra, beffato per pochi centimetri sul traguardo di Milano.
Incredulo
«All'inizio la nostra fuga era un piano senza speranza, lungo il percorso è diventata l'idea migliore di sempre», le parole di Lavik, a cui evidentemente l'Italia porta bene: nel 2025 un altro successo di prestigio a Pergola, durante la Tirreno-Adriatico. Il gruppo resta così con un palmo di naso, con i velocisti a scattare per le posizioni di rincalzo, buone solo per la Maglia Ciclamino: Paul Magnier la sfila di dosso a Jhonatan Narváez in un duello punto a punto.










