L’epidemia di Ebola Bundibugyo attualmente in corso nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) è stata identificata tardi ed è per questo che è difficile tenere sotto controllo la catena dei contagi. Non a caso l’OMS ritiene che i casi aumenteranno. Esperto spiega la possibile origine del focolaio nei mercati di carne selvatica.

L’epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo (RDC) attualmente in corso ha qualcosa di molto diverso e più preoccupante rispetto a quelle registrate in passato. In genere i focolai provocati da questo virus erano di piccole dimensioni e circoscritti ad aree rurali e remote, ma numeri, velocità nella trasmissione dei contagi e ampiezza del territorio coinvolto nell’evento attuale – che comprende anche le città di Bunia e Goma – raccontano una storia completamente diversa. Non a caso l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato che siamo innanzi a un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale: il rischio a livello globale continua a restare basso, ma è considerato molto alto a livello nazionale e alto per i Paesi confinanti, in particolar modo per l’Uganda, dove sono già stati confermati alcuni contagi e due decessi. Sono circa una decina i Paesi più esposti alla potenziale espansione dell’epidemia: Angola, Burundi, Etiopia, Kenya, Repubblica Centrafricana, Ruanda, Sud Sudan, Tanzania e Zambia, come affermato dal dottor Jean Kaseya, presidente dell’Africa CDC.