Roma, 25 mag. (askanews) – Il primo trimestre 2026 si è chiuso con una sostanziale tenuta dei volumi di ortofrutta acquistati dalle famiglie, una spesa in lieve crescita ma segnali di rallentamento nel mese di marzo. Secondo l’analisi elaborata da CSO Italy su dati YouGov, tra gennaio e marzo 2026 gli acquisti in Italia si attestano a circa 1,3 milioni di tonnellate, sostanzialmente in linea con lo stesso periodo del 2025, mentre il valore complessivo supera i 3,25 miliardi di euro, in aumento dell’1%.
Tra gennaio e marzo si rafforza ulteriormente il ruolo della grande distribuzione. Supermercati e discount continuano ad aumentare le proprie quote di mercato, mentre i canali tradizionali registrano una progressiva perdita di rilevanza. Particolarmente critico il dato dei mercati ambulanti e rionali, che nel periodo segnano un crollo del 21% in volume e risultano quasi dimezzati rispetto al 2022 (-48%). Anche negozi specializzati e fruttivendoli evidenziano una contrazione del 10%.
A sostenere il trimestre sono stati soprattutto i risultati positivi registrati nei primi due mesi dell’anno, che hanno compensato il rallentamento di marzo quando, in un contesto economico sempre più complesso, segnato da tensioni geopolitiche internazionali, inflazione persistente e nuovi rincari energetici e logistici legati anche all’escalation del conflitto in Iran, gli acquisti domestici di ortofrutta hanno registrato una flessione del 3% in volume rispetto a marzo 2025, fermandosi a circa 503 mila tonnellate; la spesa, invece, è continuata a crescere (+1%), raggiungendo 1,3 miliardi di euro grazie a un prezzo medio di 2,60 euro al kg, massimo storico per il mese.






