Roma, 11 giu. (askanews) – Cresce nel primo trimestre del 2026 l’export italiano di ortofrutta fresca (+7,6% in valore rispetto allo stesso periodo del 2025), nonostante un calo dei volumi (-0,9%) dovuto principalmente alla debacle dell’export di agrumi. Le importazioni rimangono pressoché costanti in termini di quantità (+0,5%) e crescono in valore (+5,9% rispetto al 2025). Sono i dati di Fruitimprese. Il saldo commerciale sale leggermente in valore attestandosi a poco più di 360 milioni di euro (+15,3% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente), mentre registra un segno negativo in quantità (-4.144 tons) in controtendenza con il risultato dello stesso periodo del 2025.

Nonostante la crisi di Hormuz e quindi dei mercati asiatici, spiega Fruitimprese, salgono del 2,9% in quantità e del 11% in valore le esportazioni di frutta fresca, spinte da una buona campagna di esportazione dei kiwi. Bene anche la frutta secca le cui esportazioni crescono del 13,6% in volume e del 40,9% in valore, in un mercato dove c’è scarsità di prodotto.

Si confermano i numeri del primo trimestre 2025 per i tuberi, ortaggi e legumi che segnano un -2% in quantità e +3,3% in valore. Segnano il passo le esportazioni di agrumi (-12,5% in volume e -4% in valore) con produzioni falcidiate dal ciclone Harry nel pieno della campagna di raccolta. Il dato viene confermato dalle importazioni degli stessi prodotti che nel primo trimestre 2026 sono cresciute del 34,9% in quantità e del 41,9% in valore, in un mercato, quello nazionale, che si è dovuto rivolgere all’estero per mantenere i livelli di consumo.