Il primo trimestre del 2026 registra un segno positivo per le esportazioni italiane di ortofrutta fresca (+7,6% in valore rispetto allo stesso periodo del 2025), nonostante un calo dei volumi (-0,9%) dovuto alla debacle dell’export di agrumi.

"Un settore che continua a crescere – il quadro del presidente di Fruitimprese Marco Salvi – ma con chiari segnali di rallentamento dovuti, principalmente, alla crisi in Medio Oriente e alla chiusura dello Stretto di Hormuz che hanno condizionato le ultime settimane della campagna di esportazione delle mele e dei kiwi. Le esportazioni verso i paesi arabi sono crollate, non solo per i nostri prodotti, ma anche per quelli egiziani, turchi e sudafricani, che in queste settimane stanno invadendo il mercato europeo, Germania in testa".

Le importazioni rimangono costanti in termini di quantità (+0,5%) e crescono in valore (+5,9% rispetto al 2025). Il saldo commerciale sale in valore attestandosi a poco più di 360 milioni di euro (+15,3% rispetto al primo trimestre dell’anno precedente), mentre registra un segno negativo in quantità (-4.144 ton) in controtendenza con il risultato dello stesso periodo del 2025.

Nonostante la crisi di Hormuz e dei mercati asiatici salgono del 2,9% in quantità e del 11% in valore le esportazioni di frutta fresca, spinte da una buona campagna di esportazione dei kiwi. Bene anche la frutta secca le cui esportazioni crescono del 13.6% in volume e del 40,9% in valore, in un mercato dove c’è scarsità di prodotto, ma nel quale l’Italia conferma il suo ruolo di produttore, ma anche trasformatore dei prodotti provenienti dall’estero.