I dati che emergono dal Rapporto annuale Istat 2026 certificano che il 16,1% delle famiglie del ceto medio in Italia ha difficoltà ad arrivare a fine mese. In questa categoria rientrano più di 6 nuclei familiari su 10 nel Paese. L’istituto di statistica: “Segnali di vulnerabilità”.

Ben 6 famiglie su 10 in Italia fanno parte del ceto medio. Non sono a rischio povertà, ma non sono nemmeno abbienti, e questa condizione le porta a essere più esposte alle fasi di rallentamento dell'economia. Questo è il quadro che emerge dal Rapporto annuale 2026 dell'Istat, che evidenzia le difficoltà del ceto medio.

Secondo l'istituto di statistica, è necessario osservare con attenzione l'andamento economico di questo segmento di popolazione per il "suo ruolo di bilanciamento del sistema, agendo sia come principale ammortizzatore sociale sia come motore di consumi, innovazione e stabilità democratica". Un segmento, però, che è sempre più economicamente affaticato, con il 16,1% delle famiglie che dichiara di avere difficoltà ad arrivare a fine mese. Sempre più famiglie in Italia fanno parte del ceto medio La maggior parte delle famiglie italiane appartengono al ceto medio. Il dato certificato da Istat stima che il 61,2% delle famiglie residenti in Italia rientrano in questa fascia reddituale. Si tratta di un numero in aumento dell'1,3% negli ultimi dieci anni, quando si è passati dal 59,8% delle famiglie nel 2024 al dato attuale. Il 18,65% dei nuclei familiari è invece a rischio povertà, mentre il 17,4% si colloca tra i meno abbienti e l'8,6% tra gli abbienti.