"Spezzare le catene delle nuove schiavitù" è l'esortazione di Magnifica Humanitas. Non è un'enciclica luddista: non dice no all’intelligenza artificiale, ma la vuole disarmare, la vuole sottrarre ai grandi attori economici e tecnologici perché "uno sviluppo distorto genera nuove dipendenze, esclusioni, manipolazioni e disuguaglianze". Pone di fatto la “grandezza della persona umana davanti al paradigma tecnocratico e al potere digitale". Il Pontefice riafferma poi il suo no alle teorie sulla "guerra giusta" che prendono piede nell'America di Trump e nella Silicon Valley
Inizia con un’immagine biblica potente la prima Enciclica di Leone XIV: Magnifica Humanitas, resa nota oggi, ci riporta all’alba dell’uomo raccontata nel Libro della Genesi. L’immagine è quella della Torre di Babele in cui gli uomini che si erano stabiliti nella regione della Mesopotamia, corrispondente all’odierno Iraq, divennero artefici di una grandiosa costruzione che quasi diede l’assalto al cielo, perchè “volevano farsi un nome” (cioè acquisire fama e gloria).










