YEREVAN. “Per provare un vino non servono degustatori super esperti, magari con settant’anni di esperienza. Spesso non rappresentano più il gusto reale del mercato contemporaneo. Oggi il vino ha bisogno di immediatezza e chiarezza”.
Quentin Havaux, direttore del Concours mondial de Bruxelles (CmB) e dell’agenzia belga VinoPress, parte da qui per spiegare perché il mondo del vino debba imparare a parlare in modo più semplice, diretto e contemporaneo.
Quentin Havaux, direttore del Concorso mondiale di Bruxelles (@CmB)
Lo abbiamo incontrato in Armenia, durante le sessioni dedicate ai vini bianchi e rossi del Concours mondial de Bruxelles, la competizione enologica più prestigiosa a livello internazionale. Nell’edizione numero 33, che si è appena conclusa in Armenia, la kermesse ha riunito oltre 320 giudici provenienti da tutti i Paesi del mondo, esperti chiamati a degustare più di 7.500 vini tra fermi e spumanti.
Dall’Armenia il concorso tornerà ora in Europa: sarà infatti il Douro, in Portogallo, a ospitare le sessioni principali del 2027. “Dopo aver dato risalto ai territori emergenti del pianeta vino, torniamo in Europa, in uno dei terroir storici più emblematici al mondo”, spiega Havaux.







